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Vista aerea della foresta

L'Autoconsumo Diffuso

Quali Tipologie di Configurazioni sono ammesse?

Nell’ultimo articolo dedicato alle CER abbiamo analizzato i due tipi di incentivi che possono essere richiesti dalle configurazioni di autoconsumo diffuso. Oggi punteremo il riflettore sulle configurazioni stesse, nella speranza di chiarire quali sono le caratteristiche di quelle ammesse.


Prima di entrare nel dettaglio, è bene chiarire che per ogni configurazione sono presenti almeno un cliente finale che gestisce l’unità di consumo, e un produttore che gestisce l’unità di produzione.

I clienti finali sono i soggetti consumatori dell’energia presso le unità di consumo, che solitamente corrispondono a un’unità immobiliare legata al punto di connessione che sia considerato punto di prelievo. Quindi, per ogni unità di consumo corrisponde un solo cliente finale. Possono essere clienti finali non solo le persone fisiche, ma anche piccole e medie imprese ed enti territoriali, come già detto nell’articolo precedente.

Per produttori s’intendono i soggetti titolari dell’officina elettrica e delle autorizzazioni necessarie al funzionamento dell’impianto che produce l’energia. L’unità di produzione corrisponde all’insieme di uno o più impianti di produzione, cioè l’insieme di apparecchiature che convertono in energia elettrica l’energia proveniente da qualsiasi fonte di energia primaria. Vengono considerate unità di produzione anche i sistemi di accumulo.

In quanto configurazioni di autoconsumo, esiste la posizione del prosumer, cioè del cliente finale che assume anche un ruolo da produttore. Più ampia è, invece, la definizione di cliente attivo, che comprende sia i clienti finali che i produttori. Non possono essere clienti attivi coloro che hanno come principale attività commerciale o professionale la produzione, l’accumulo o la vendita di energia elettrica.


Configurazioni

Le configurazioni di autoconsumo definite dal TIAD (Testo Integrato per l’Autoconsumo Diffuso) si possono dividere in tre classi: le comunità energetiche, i gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente e gli autoconsumatori individuali a distanza.

Per ognuna di queste classi è presente una tipologia di configurazione che accetta anche la presenza di impianti di produzione alimentati da fonti non rinnovabili; l’energia consumata in questi casi non viene però considerata ai fini dei calcoli dell’incentivo, che è destinato solo alle classi che condividono energia prodotta da fonti rinnovabili. Per questa ragione nella nostra analisi tralasceremo le casistiche di autoconsumo diffuso che non sono oggetto di incentivazione.


Le comunità di energia rinnovabile (CER)

·         Utenti: i membri della CER, cioè un insieme di clienti finali e/o produttori con punti di connessione nella stessa zona di mercato. La gestione degli impianti della comunità può essere affidata anche a soggetti esterni alla comunità, purché l’energia immessa in rete derivi da impianti di produzione sotto il controllo e nella piena disponibilità della CER.

·         Referente: in quanto soggetto giuridico, la CER stessa è considerata il referente.

·         Caratteristiche: si tratta di un soggetto giuridico che agisce in nome e per conto dei membri della CER. L’attività della CER si espande anche a servizi di altro tipo legati all’efficientamento energetico, come per esempio l’integrazione di impianti di domotica oppure la gestione di un servizio di ricarica dei veicoli elettrici per i membri. È possibile, inoltre, assumere il ruolo di società di vendita al dettaglio dell’eccesso energetico prodotto. Questa configurazione ha molteplici ambiti di attività e permette, in base alla forma giuridica scelta, alle finanze della CER di essere scollegate dal patrimonio personale dei suoi membri.

·         Incentivi: possono accedere sia alla tariffa incentivante che al contributo a fondo perduto.


I gruppi di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente in edifici e condomini

·         Utenti: si tratta di un gruppo di clienti finali e/o produttori titolari di punti di connessione che sono parte di un unico edificio o condominio. Anche in questo caso la gestione degli impianti può essere delegata a un soggetto esterno nel rispetto delle direttive di uno (o più) clienti della configurazione.

·         Referente: la figura del referente si può identificare nel legale rappresentante dell’edificio (per esempio l’amministratore condominiale) o in uno dei clienti finali scelto dal gruppo.

·         Caratteristiche: in questa classe sono ammessi gli impianti di produzione esterni al gruppo di consumo, purché nella stessa zona di mercato e nella piena disponibilità di almeno un cliente finale del gruppo di autoconsumatori. La differenza più importante con le CER è un processo più snello sotto l’aspetto della costituzione, in quanto manca la necessità di costituire un soggetto giuridico.

·         Incentivi: possono accedere sia alla tariffa incentivante che al contributo a fondo perduto.


Gli autoconsumatori individuali di energia rinnovabile a distanza

·         Utenti: per quanto riguarda gli autoconsumatori individuali è necessario fare una distinzione tra autoconsumatori con linea diretta e autoconsumatori che utilizzano la rete di distribuzione. Nel primo caso, infatti, è prevista la presenza di una sola unità di consumo gestita da un singolo cliente finale, e di un singolo produttore, cioè il cliente finale o un singolo produttore collegato da una linea diretta non superiore a 10km. Nel secondo caso, fermo restando la presenza di un singolo cliente finale, le unità di consumo possono essere più di una nella stessa zona di mercato, e sia i produttori che le unità di produzione possono essere molteplici, purché un eventuale produttore differente dal cliente finale purché ne segua le istruzioni. 

·         Referente: il cliente finale è anche il referente.

·         Caratteristiche: anche in questa configurazione il consumo e la produzione energetica devono essere ubicati nella piena disponibilità del cliente. Questa è la configurazione che permette più libertà al cliente finale, ma richiede anche più impegno sotto ogni aspetto, in quanto il cliente finale deve assumersi tutte le responsabilità decisionali e tutti i rischi economici in prima persona.

·         Incentivi: possono accedere solo alla tariffa incentivante.



Sebbene per ogni configurazione sia possibile conferire il titolo di referente a un altro soggetto tramite mandato senza rappresentanza, sono chiari i vantaggi nel far parte di una CER invece di affrontare la burocrazia da autoconsumatore individuale.

Non solo in una CER ci sono più tutele, più servizi e più benefici sociali per la collettività, ma i guadagni a lungo termine saranno superiori per tutti i membri, come si può vedere anche dal dossier dell’RSE (la società di ricerca controllata dal GSE) del maggio 2023. Infatti secondo le simulazioni del dossier, sono le Comunità energetiche che vedranno i risultati economici migliori, grazie alla possibilità di accedere al contributo a fondo perduto e alla tariffa incentivante più sostanziale grazie al maggior scambio di energia.

Diventare membri di una CER è quindi, secondo la nostra opinione, uno step cruciale per apportare benefici ambientali, economici e sociali non solo al singolo individuo, ma all’intero Paese.


Per maggiori informazioni o per una prima consulenza, compila il FORM oppure scrivici all'indirizzo mail eyco@3estudio.eu.

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