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Vista aerea della foresta

Arriva la Direttiva RED III

Votato in Parlamento Europeo il nuovo testo

Il 31 ottobre 2023 è stato pubblicato sulla Gazzetta Europea il testo della Direttiva 2023/2413, nota come Renewable Energy Directive (RED III), o più comunemente chiamata "Direttiva Energie Rinnovabili". Questa normativa, che sostituisce la precedente Direttiva 2018/2001, entrerà in vigore ufficialmente il 20 novembre 2023 e gli stati membri avranno a disposizione 18 mesi per recepire e attuare le nuove disposizioni.


Tra le principali novità introdotte dalla RED III, si segnalano semplificazioni nelle procedure autorizzative per l'installazione di impianti, la definizione di obiettivi che riguardano non solo la produzione energetica ma anche la riduzione delle emissioni, e interessanti disposizioni in ambito edilizio. Di seguito andiamo ad analizzare i principali temi della normativa.


AUTORIZZAZIONE IMIPIANTI RINNOVABILI: TEMPI PIU' BREVI

La Red III pone al centro dell'attenzione, l'ottimizzazione e l'accelerazione delle procedure di autorizzazione per i nuovi impianti a fonti rinnovabili, nonché l'ampliamento e l'aggiornamento di quelli esistenti.

Secondo quanto spiegato in una nota, le autorità nazionali avranno un limite massimo di 12 mesi per autorizzare, ad esempio, la costruzione di nuovi parchi eolici e fotovoltaici nelle "aree di riferimento per le rinnovabili" o “zone di accelerazione” designate dai singoli Stati membri. Nei restanti territori, i tempi per le autorizzazioni non dovranno superare i 24 mesi.

L’obiettivo finale, oltre alla diffusione delle energie rinnovabili, è quello di diventare indipendenti dai combustibili fossili russi.

ENERGIE RINNOVABILI NELL'EDILIZIA

Le nuove disposizioni stabiliscono un obiettivo indicativo di almeno il 49% di energia rinnovabile negli edifici entro il 2030.

Gli obiettivi per l'uso di energie rinnovabili nel riscaldamento e nel raffrescamento invece, seguiranno un incremento graduale, con un aumento vincolante dell'0,8% annuo a livello nazionale fino al 2026 e dell'1,1% dal 2026 al 2030. Il tasso annuo minimo medio, applicabile a tutti gli Stati membri, è integrato da ulteriori aumenti indicativi calcolati specificamente per ciascun Paese.


BIOMASSA

Per quanto concerne le biomasse, l'Unione Europea non sovvenzionerà tecnologie non sostenibili: di conseguenza, la raccolta di biomassa deve essere condotta in modo da evitare impatti negativi sulla qualità del suolo e sulla biodiversità.


ENERGIE RINNOVABILI

Come evidenziato nel documento della Direttiva, l'obiettivo primario è quello di incrementare al 42,5% entro il 2030 la percentuale di energia rinnovabile nel consumo energetico degli Stati membri dell'Unione Europea. Si prevede inoltre un aumento del 2,5%, arrivando all'obiettivo finale del 45% di fonti rinnovabili nel mix energetico dell’UE. Per raggiungere questi target, sono previsti interventi in vari settori, insieme a semplificazioni nelle procedure di autorizzazione precedentemente citate.

Da ultimo report Terna, nel primo semestre 2023, il mix energetico italiano riporta un 35% di energia proveniente da fonte rinnovabile, prevalentemente idroelettrico e fotovoltaico. L’obiettivo è incrementare tale percentuale a scapito dei combustibili fossili e delle esportazioni estere.


Per essere ufficialmente attuato, il testo deve essere adottato formalmente da parte del Consiglio dell'Unione Europea.

È importante ricordare che Parlamento e Consiglio avevano già raggiunto un accordo preliminare sulla direttiva lo scorso marzo, processo poi rallentato a causa delle divergenze emerse tra gli Stati membri riguardo alle biomasse, all'idrogeno e al nucleare.


Per maggiori informazioni o per una prima consulenza, compila il FORM oppure scrivici all'indirizzo mail eyco@3estudio.eu.

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